Candiani multisala

Cineplex Candiani e riqualificazione della piazza

Cliente
Cinecity Art & Cinemas S.r.l.

Progetto
Giovanni Caprioglio
Filippo Caprioglio
Dario Vatta

Collaboratori
Miriam Mattana
Alessandra Busatto
Emanuele Mason
Riccardo Rossetti
Giovanni Sciacoviello
Susanna Stoppani
Matteo Zucchiatti

Luogo
Piazzale Candiani

Data
2007

Caprioglio Associati
Studio di Architettura
Piazzetta da Re 8

30174 Mestre – Venezia
tel 041984884 fax.041984621
email: studio@caprioglio.com

Il tema delle trasformazioni urbane nell’ambito dell’area centrale di Mestre (Centro Storico) vive un periodo di decisive proposte e progetti tesi a consolidarne il processo di riconfigurazione e definizione quale area pedonale complessa e diffusa ad elevato contenuto di servizi.
L’attuale configurazione fisica del Candiani e la sua gestione sembrano caratterizzare un forte orientamento di rappresentazione del mondo della produzione dei “media” nel campo della musica, della computer grafica, della documentaristica del cortometraggio e dei films.
Si inseriscono in tale tendenza dominante alcune “mostre”, pur non disponendo il Centro Culturale di vere e proprie sale espositive, essendo gli spazi attuali tutt’altro che adatti allo scopo (particolarmente in rapporto all’illuminazione naturale ed artificiale-tecnica).
L’attuale definizione spaziale e funzionale dell'edificio esistente riguardo al Piazzale Candiani, che infatti ancora non si configura come “piazza”, essendo uno spazio non definito nei fronti fabbricativi e solo in parte per quanto attiene le funzioni, particolarmente quelle commerciali. In tale contesto, del tutto irrisolto, il piano terreno del Candiani: spazio aperto e semicoperto, così come il sistema dei percorsi di accesso ed attraversamento.
In tale contesto si inserisce la proposta progettuale di Cinecity Multiplex, teso ad integrare e concludere la struttura progettuale del Centro Culturale Candiani.
L’attuale orientamento gestionale del Centro e la forte caratterizzazione e specificità di Mestre quale “Città del Cinema”, sostenuta dall’azione secolare (1911-2011) della famiglia Furlan, troverebbero nel contesto del Candiani l’ottimizzazione di un costruttivo rapporto tra pubblico e privato.
L’ideazione del Cinecity Multiplex Candiani segue un doppio criterio: l’uno in rapporto al progetto Candiani, l’altro relativo alla poetica ideativa del nuovo intervento.
In rapporto al progetto Candiani (archh. Iginio Cappai e Piero Mainardis), considerando spuria e del tutto estranea la cosiddetta “arena”, la addizione dei nuovi volumi è impostata su regimi formali intenzionalmente “differenti” rispetto al linguaggio architettonico ed ai materiali del fabbricato esistente, evitando una fraintesa”mimesis” . Il progetto si rapporta all’esistente fabbrica con chiara intenzione di “completamento” e rifunzionalizzazione degli spazi al piano terra, coperti e scoperti, adeguandone la sicurezza complessiva; le due partiture progettuali sono quindi autonome e l'addizione è concepita per “differenze”.
La poetica ideativa del Cinecity Multiplex si rifà alla intuizione inventiva del cinema: trasformare la luce (attraverso la luce) in immagini.
Il “black & white” delle origine del cinema, è chiaramente espresso nel progetto attraverso la luce: un volume generato da multiple sezioni curvilinee, che si introduce nello spazio coperto, con una struttura in acciaio e vetro, con effetto di totale trasparenza e conseguente luminosità, occupa il vuoto del settore orientale della piazza coperta; un volume poliedrico, esterno rispetto al fabbricato esistente, che contiene le sei sale e gli apparati dei percorsi orizzontali e verticali di accesso ed esodo da esse, realizza il “black”, ma sempre attraverso la luce. Il grande involucro poliedrico è realizzato in plastotela di Teflon, di tecnologia innovativa, ne costituisce la pelle luminescente. La membrana tessile è infatti retroilluminata con colorazioni variabili di tipo semantico, tali da porre in relazione la variabilità dei colori e delle immagini con la variabilità dei messaggi che si intendono trasmettere: l’organismo architettonico in tal senso parlerà alla città di se stesso e dei suoi contenuti quantitativi e qualitativi.
Il nuovo volume, si allinea sostanzialmente all’altezza dell’attuale fabbrica Candiani, costituendone una complessiva addizione armonica per “differenze” nei linguaggi. Il progetto si divide in due parti: la hall ed il multisala (withe & black), tra loro connesse, ma distinte, ideativamente , funzionalmente ed in termini di fattibilità generale.

 

 

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