Burano
Le tre isole della laguna si trovano nella laguna a nord del centro storico. A causa della posizione sono penalizzate dalle distanze e dalla lentezza dei trasporti acquatici, e subiscono una paradossale emarginazione, a pochi chilometri da Venezia.
Il Piano è una variante generale che non prevede significativi interventi di ampliamento, ma di ricucitura e ricomposizione. Analizzando il modello insediativo urbano e le caratteristiche fisiche degli edifici e degli spazi scoperti, vengono individuate le diverse unità di spazio, adottando la stessa metodologia utilizzata nella redazione del PRG della Città Antica, in base alla appartenenza tipologica. Il territorio risulta suddiviso in unità di spazio: coperto quando si tratta di edifici, scoperto quando si tratta di aree libere. La configurazione fisica degli edifici è sostanzialmente immutata da secoli; gli edifici sono stati pertanto classificati secondo modelli tipologici e secondo una suddivisione temporale che ha generato tre gruppi: unità edilizie pre-ottocentesche, unità edilizie ottocentesche, unità edilizie novecentesche. All’interno di un territorio con caratteristiche non omogenee il piano, riconoscendo i diversi elementi storici, ambientali, culturali, fisici ed insediativi, ha individuato 14 ambiti unitari; il Piano ne definisce i perimetri, ne riconosce le caratteristiche e le potenzialità e fornisce una sorta di primo strato normativo per la loro conservazione e possibile trasformazione. Il Piano prende in esame anche gli spazi scoperti.
In particolare per l’ambito urbano di Burano è posta attenzione alle pavimentazioni; un’analisi dei materiali non è sembrata sufficiente a definire le soluzioni di progetto: sono stati infatti verificati i flussi, le zone di sosta e la concentrazione degli stessi, gli elementi percettivi dall’esterno dell’isola verso l’interno e viceversa, le visuali verso la laguna, le presenze arboree, demandando ai progetti unitari la futura configurazione. I progetti individuati, ad esclusione di Santa Caterina, insistono su aree di proprietà pubblica – Cavanella, Corte Novello e Rio Terà Pizzo – e sono posti a contorno del consolidato storico dell’isola. Da un lato necessitano di essere riqualificati e integrati fisicamente e funzionalmente con le parti dell’isola e, dall’altro, rappresentano stimoli per realizzare un percorso turistico diversificato, prevedendo quei servizi attualmente non presenti (servizi igienici e punti di sosta e di ristoro) per rendere possibile la fruizione dell’isola.